Il viaggio nel tempo

Grazie alla Scuola che frequento per aver fatto un’ottima scelta: quella di mandarmi a svolgere lo stage al Touriseum – Castel Trauttmansdorff.

Lo stage ha avuto inizio l´11 marzo 2019.

Il primo giorno sono stata accompagnata dalla mia professoressa di Informatica; Ero molto agitata, ma quando sono entrata e ho conosciuto i dipendenti del Touriseum, mi sono tranquillizzata perché mi hanno accolta con molta gentilezza e tanti sorrisi che mi hanno fatta sentire a casa.

Il Touriseum è ricco di sorprese e affascinanti storie del turismo regionale nascoste nel suo percorso museale che prima d´ora non ho avuto l´opportunità di conoscere.

Oltre a tutto è anche ambientato nel Giardino Botanico che sembra il paradiso; con la sua bellissima natura e i bellissimi fiori spettacolari.

La mia esperienza lavorativa al Touriseum è stata ottima e i dipendenti erano sempre molto disponibili a spiegarmi le cose che non sapevo e che saranno molto utili per il futuro e anche a farmi le traduzioni dalla lingua Tedesca a quell’Italiana quando non capivo.

Oltre all’esperienza lavorativa ho avuto anche l´opportunità di visitare il museo con una mediatrice, visitare l´incantevole Giardino Botanico e a seguire due progetti di due scuole diverse che consiste nello studiare bene la storia del percorso museale e costruire dei formati di mediazione per poi fare da guida e far divertire un’altra classe.

I lavori che ho svolto al Touriseum sono stati divisi in tanti compiti: ho cercato nei libri della biblioteca articoli sull’Alto Adige, ho aiutato alla reception, ho fatto anche dei lavori in Excel, ho preparato del materiale per delle scuole che verranno a visitare il museo ecc.

E ´stata una bellissima esperienza!

Ringrazio tutto lo staff per queste bellissime quattro settimane.

E faccio un ringraziamento molto speciale alla mia tutor: la signora Engl Ruth che mi ha seguito durante questo periodo e mi ha dato il suo tempo per spiegarmi come funziona il mondo del lavoro.

Aya Benaissa, studentessa della Scuola Professionale Provinciale per l’Artigianato, l’Industria e il Commercio “Guglielmo Marconi” di Merano.

…SI RIPARTEEE: TRA CULTURA E DIVERTIMENTO…

…Cari Visitatori adulti e piccini…

“Il conto alla rovescia” per l’apertura del museo è iniziato!

Il nostro castello, attraverso il suo istruttivo e curioso percorso museale, intende offrire ai suoi ospiti, un avvincente viaggio attraverso due secoli di storia del turismo alpino….Ma è anche nostra premura accogliere i nostri clienti nel migliore dei modi affinchè la vostra permanenza al Touriseum, lasci in ciascuno di voi, un piacevole ricordo con la premessa di ritornare a trovarci…Desideriamo quindi presentarvi due simpatiche e divertenti attrazioni che tanto piacciono ai nostri piccoli e grandi turisti:

-“L’HOTEL FANTASIA”: un grazioso angolo, un mini albergo, dove troverete numerosi abiti d’epoca per travestirvi a vostro esclusivo piacimento impersonando, in breve tempo, le vesti di una dama di corte, di un gentiluomo, di una cameriera o di un capotreno…Inoltre, i più piccini, troveranno a disposizione, anche dei deliziosi album da colorare o disegnare.

-“IL GIOCO DELL’ALTO ADIGE”: il flipper turistico più grande del mondo! Un’accattivante e divertente escursione ludica che condurrà grandi e piccoli giocatori attraverso numerose tappe che descrivono in modo esilarante il nostro meraviglioso Alto Adige. Ciascuno di voi dovrà pilotare una pallina mediante leve meccaniche lungo scenari mobili e spiritosamente sonorizzati. Vi ritroverete in un batter d’occhio in mezzo a malghe, sciatori, laghi o montagne per finire poi…a gustarvi una merendona a base di speck o castagne cantando lo Jodler in simpatica compagnia…  Lungo 10 m. e realizzato da un grandioso scultore della Val Gardena, il flipperone attenderà ciascuno di voi per sfidarvi e naturalmente: BATTERVI!!! 🙂

…Carissimi Ospiti, Vi ricordiamo che l’apertura del Touriseum è prevista per il 1 Aprile 2019…

UNA PRINCIPESCA…CARROZZA FERROVIARIA

Buongiorno Visitatori del Touriseum!

Questa settimana, vi proponiamo un simpatico pezzettino di storia che riguarda una viaggiatrice d’eccellenza: l’imperatrice Sissi…che tanto amava viaggiare in lungo ed in largo per l’Europa…a bordo della sua lussuosissima e regale carrozza… Nel nostro museo, potrete ammirare una fedele ricostruzione di questo gioiellino d’epoca, dotato di tutti i confort, quali: un letto estraibile, un gabinetto fornito di acqua corrente ed aria calda proveniente da una stufetta a carbone. Vi alleghiamo, a visione, le foto del nostro grazioso ed accurato modellino.

Nella stanza attigua, alla carrozza di Sissi, troverete anche un simpatico trenino automatizzato, raffigurante la rete ferroviaria dell’anno 1856 (della quale vi pubblichiamo il video). Ricordiamo ai nostri piccoli visitatori che potranno assumere il ruolo di capitreno, attivando loro stessi, il pulsante che consentirà al trenino di partire ed attraversare la galleria montagnosa, per ritornare poi, al punto di partenza…

…In attesa dei nostri piccoli ferrovieri, vi rammentiamo che l’apertura del museo è prevista per il 1 Aprile 2019…

Il fantasioso plastico di una maestosa leggenda

Buongiorno followers…

Oggi, desideriamo presentarvi una simpatica novità! Per chi ha visitato il

nostro museo si tratterà di un “gradito rimembrar dell’avvenuta visita”, per chi, invece, non l’ha ancora visto, ecco a voi il fantasioso modellino, di una minuscola parte interna, dello storico “Grand Hotel Carezza”.  Una struttura che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia internazionale del turismo durante la Belle Epoque, in area alpina, edificato ai piedi del Catinaccio e del Latemar. Con le sue 350 camere, per un totale di 500 posti letto e pregiati arredi, ha firmato un’epoca con la sua incantevole maestosità ed i suoi ospiti illustri, tra i quali, ricordiamo: W. Churchill, l’imperatrice d’Austria Sissi ed Agatha Christie. Un delizioso modellino che incuriosisce adulti e bambini, grazie anche al simpatico ascensore perfettamente funzionante e che attenderà ciascuno di voi, alla nostra prossima apertura, per essere riattivato dalla pausa invernale. Ricordiamo a tutti i visitatori che il nostro museo dispone, nel medesimo locale, di una deliziosa riproduzione in scala del Grand Hotel, con relative figure professionali di rappresentanza turistico-alberghiera.

Vi postiamo, con piacere, anche le foto ingrandite di alcune delle graziose stanze del plastico in oggetto che tanto piacciono ai nostri piccoli visitatori..

In attesa di rivedervi o di conoscervi (per chi ci visiterà per la prima volta) all’imminente apertura stagionale 2019…vi stuzzichiamo la curiosità, proponendovi un pezzo estroso di un’indimenticabile Hotel, divenuto “leggenda” del settore alberghiero.

…Vi aspettiamo numerosi dal 1. Aprile 2019…

 

Sandra Soffiatti

Ricordando le marcelonghe

Buongiorno Cari Blogger,
Oggi vi presentiamo una piacevole “chicca” del nostro archivio.
…Vediamo a quanti di voi risvegliamo deliziosi ricordi di famiglia…
Rammentate le splendide marcelonghe alla quale partecipavamo con i nostri Cari?
Ore di piacevoli percorsi lungo i sentieri, i boschi del nostro amato Alto Adige, camminate intervallate da pause caffè o the, con gustosissimi panini che ci ridavano la carica per ripartire e guadagnare il traguardo… e all’arrivo? All’arrivo, per tutti noi, vincitori e non,  ci attendeva LEI…la medaglia di partecipazione…
Con piacere vi presentiamo un cimelio del 1983: II marcia int. degli scoiattoli tenutasi a Caldaro.
Il tipico rilievo, di questa medaglia d’appuntare, raffigura, in questo caso, un gufo con splendidi occhi in pietra arancione.
Che dite, abbiamo risvegliato in voi piacevoli ricordi?
Un Caro Saluto e Buona giornata a voi tutti,
Sandra Soffiatti

Un´esperienza fantastica

Ho avuto la grande opportunità di svolgere la mia alternanza scuola-lavoro al Touriseum: un museo fantastico che rappresenta la storia del turismo in un modo interattivo e innovativo. Mi ritengo fortuna per aver partecipato alle visite guidate sulle mostre del museo; mi hanno permesso di conoscere l´inizio di questo grande fenomeno – il turismo. Prima della mia esperienza, nonostante fossi stata molteplici volte nei giardini, non ero mai entrata nel Touriseum; ho avuto molte occasioni per pentirmene !!!

I lavori che ho svolto sono stati vari, il progetto piú interessante è stato l´organizzazione del gioco di ruolo „Tatort Alpenpass – Ein Sommernachtskrimi“.

Ho vissuto un´esperienza fantastica anche grazie allo staff del Touriseum che mi accoglieva ogni giorno con un sorriso contagioso e una gentilezza che mi faceva sentire a mio agio. Il clima in ufficio era molto pacifico e socievole, lavorarci è stato un piacere!

Frequentando un linguistico, non posso dimenticare di citare la presenza del plurilinguismo all´interno del museo: tedesco e italiano si alternavano con l´arrivo di ogni visitatore. Questa situazione mi ha permesso di migliorare il mio tedesco e di utilizzarlo in un ambito diverso dal solito.

Ringrazio tutti per queste 3 settimane; un grazie speciale va alla mia tutor Engl Ruth che mi ha assistito calorosamente durante questo periodo.

Consiglio ad ognuno di visitare assolutamente il Touriseum!

Sofia Rizzi

Il mio stage al Touriseum

Mi sento molto fortunata ad aver avuto l’opportunità di svolgere il mio stage al Touriseum.

È stata un’esperienza molto interessante, che mi tornerà utile in futuro. Sono stata trattata bene dal personale, i colleghi sono stati tutti molto gentili e socievoli e non hanno esitato ad aiutarmi quando ne avevo bisogno, facendomi sentire a mio agio.

Ho imparato molte cose nuove durante questo mese e ho svolto molti lavori interessanti. Questo stage mi ha aiutato a comprendere meglio il mondo del lavoro e a mettere in pratica quello che ho imparato a scuola.

Sono felice che la mia prima esperienza lavorativa sia stata al Touriseum e di aver avuto l’occasione di apprezzare il posto.

Non vedo l’ora di ritornare a vistare il bellissimo giardino e il museo.

Besarta Bajrami

150 anni ferrovia del Brennero

Niente bande musicali, niente discorsi altisonanti né botti, l’inaugurazione della ferrovia del Brennero avvenne il 24 agosto 1867 senza alcuna cerimonio solenne: nel giugno di quell’anno era stato fucilato in Messico l’imperatore Massimiliano, fratello di Francesco Giuseppe e tutta l’Austria partecipava al lutto della corte. Dell’apertura della ferrovia del Brennero dava notizia solo una succinta inserzione nei giornali a cura della società ferroviaria.

200 morti per 125 chilometri

Nella costruzione della ferrovia trovarono impiego 20.600 operai, di cui ben 14.000 provenienti dall’Italia. Vivevano in baracche costruite lungo il tracciato. Il lavoro al quanto pesante, l’alimentazione precaria e le misure di sicurezza quasi inesistenti. Si calcola che i caduti sul lavoro per la ferrovia del Brennero siano stati circa duecento, ma non vi sono statistiche precise.

Due tornanti come attrazione

Nella costruzione della ferrovia del Brennero si rinunciò sempre, quando ciò appariva possibile, all’uso di costosi muri di contenimento e viadotti. Con appena ventidue gallerie e dieci ponti essa costò la metà della ferrovia del Semmering. Per superare i notevoli dislivelli si introdussero nei tratti più ripidi, sia a nord che a sud, due lunghi tornanti. Quello in tunnel a St. Jodok e l’altro nella val di Fleres furono salutati come veri e propri prodigi della tecnica.

Un piacere pagato a caro prezzo

Grazie ai tempi più brevi, il viaggio in treno risultava infine meno costoso di quello con la carrozza a cavalli. Tuttavia il piacere di un viaggio in treno era un privilegio soltanto per i ricchi. Una corsa semplice da Innsbruck a Bolzano costava cinque fiorini, pari alla paga settimanale di un operaio.

Serate danzanti nella Sala Deuster

Questa sala delle feste venne eretta nel 1898/99 da Friedrich von Deuster di Baviera (proprietario del castello a partire dal 1896/97) in seguito all’ambizioso ampliamento dell’ala orientale del castello e venne decorata in stile neobarocco, con un camino rivestito in porfido e ornamenti in stucco. Gli amorini che si trovano negli angoli sul cornicione sotto alla volta a specchio affrescata, che con i loro attributi simboleggiano le Belle Arti, danno ancora oggi testimonianza delle divertenti serate che devono essersi svolte in questo luogo, le quali, come viene riportato nella stampa del primo Novecento, pare talvolta iniziassero alle 9 e finissero dopo le 2. Tutto in questa sala richiama la gioia di vivere: uno degli amorini guarda soddisfatto il proprio riflesso in uno specchietto, l’altro suona il flauto a gambe conserte, un’altro ancora suona allegro l’arpa eolica, mentre l’ultimo tiene in mano pennello e paletta muovendo giocosamente i piedi. Altri quattro putti sul cornicione in centro, due per lato, fanno oscillare a coppie una corda di foglie e fiori. Il tutto viene completato dall’affresco centrale che ritrae Apollo e le Grazie.

L’eco delle serate musicali e letterarie di allora risuona ancora in quest’ambiente quasi vuoto. Oggi la Sala delle feste viene ripopolata dai visitatori del museo.

Francesca Taverna

Una stufa con vista

All’osservatore odierno il mondo di una volta può forse apparire un po’ noioso. Allora infatti non v’era la possibilità di coprire grandi distanze in breve tempo, non esistevano impianti elettrici e di conseguenza nemmeno il televisore o la connessione internet. Quindi come si informavano una volta le persone riguardo ad altre culture? Oppure come si riprendevano dalle fatiche della giornata, se non potevano sedersi sul divano a guardare la televisione?

La lettura di un libro sembra essere la risposta migliore a questa domanda, gli ospiti di Castel Trauttmansdorff avevano però a disposizione un’alternativa molto fantasiosa: la stufa nella Stanza dell’imperatore. Si tratta di una stufa molto speciale costruita nella prima metà del XVIII secolo, la quale nella forma esterna ricorda un architettura coronata da una cupola. Inizialmente di proprietà della famiglia degli Schneeburg, questa stufa molto probabilmente si trovava in origine a Castel Rubein e venne solo successivamente ricollocata nella Stanza dell’imperatore di Castel Trauttmansdorff, dove si può facilmente immaginare essa esercitasse anche in passato un grande fascino su coloro che avevano la fortuna di pernottarvi.

Sulle sue mattonelle sono rappresentati in tono blu tenue personaggi in vestito orientale, che vengono resi riconoscibili mediante una breve scritta, che ne denota la provenienza, come per esempio „Indiano“ oppure „Donna di Damasco“, e si ergono davanti a un paesaggio stilizzato. Un libro dei costumi dell’anno 1581, che oggi è conservato nella Biblioteca Nazionale di Francia funse da modello per queste rappresentazioni. Particolarmente interessante risulta la figura su mattonella della „Principessa turca“, la quale indossa un lungo abito, orecchini raffinati, un bizzaro copricapo oblungo e nella mano tiene un piccolo bastone piumato. Nel libro tale figura indossa abiti ancora più lussuosi e viene descritta addirittura come „Camilla, figlia dell sultano turco Solimano“. Inoltre su altre mattonelle sono dipinti festoni di frutta o lunghe foglie di diversi arbusti. In piccole tavolette quadrate poste nei punti di giuntura delle rappresentazioni principali vi sono invece grotteschi e teste di satiro dall’effetto puttosto caricaturale.

Con quanti piccoli dettagli potevano dilettarsi gli ospiti della Stanza imperiale e quanti viaggi esotici intraprendere con il solo sguardo! Molto meglio di un televisore. E d’inverno si poteva persino riscaldare.

Francesca Taverna