Archivio mensile:31 maggio 2022

E LE VALIGIE?!

di Franco Bartoli

19 novembre 1997, aeroporto di Milano Malpensa, ore 19.00 sono in partenza con Umbe, Harti e Marcello per il Brasile in Tournee musicale di due settimane!

Proprio così, il gruppo altoatesino Serafinian Quartet, tramite il suo agente nazionale Franco Dell’Amore di Cesena, sta per spiccare il volo in terra Carioca, patria della musica, ritmo, musicisti di riferimento a livello planetario, una sensazione inebriante e nel contempo piena di aspettative e incertezza per le prove che ci/mi aspettano.

valigia_BartoliCheck-in Alitalia, adesivi ai bagagli, personalmente ho due valigie più bagaglio a mano con gli abiti da concerto. In una gli effetti personali, biancheria/vestiti, nell’altra, una Samsonite rigida, ca. 200 CD da vendere ai concerti.

Il volo scorre come da cronoprogramma, sullo schermo velocità e diverse posizioni per superare mezzo mondo, piú di 12 ore di volo con i vari cambi, Roma, poi scalo in Brasile, a Rio de Janeiro, Corcovado, Epanema, spettacolo! Proseguiamo per San Paolo, metropoli, allora, di piú di 10 Mio di abitanti.

Bartoli_Serafinian 1All’aeroporto di Sáo Paulo check-out, l’imprevedibile è alle porte. Sul nastro trasportatore mano a mano sfilano le valigie dei miei compagni che vengono regolarmente prelevate, delle mie non vi è traccia. Trafelato e alquanto contrariato scopro che la valigia rigida con i CD viene fermata per accertamenti, dell’altra non se ne sa nulla, mi ritrovo con in mano solo il necessaire per i concerti.

Coadiuvati dagli organizzatori brasiliani che ci hanno accolto in aeroporto, spieghiamo l’accaduto ed espletiamo le scartoffie di rito anche per recuperare i miei bagagli.

Scendiamo in albergo, doccia ristoratrice e un po’ di apprensione per le valigie.

Bartoli_Serafinian_2Nei giorni successivi si snocciola il programma previsto a San Paolo con presentazioni alla televisione e radio e relativi concerti, io sempre senza “ricambi originali” nel frattempo mi sono dovuto attrezzare.

Dopo alcuni giorni di ricerche e pressioni da parte dei partner brasiliani e prima di partire per le altre cittá toccate dal tour, il risultato è il seguente: la valigia con i vestiti per errore è approdata in Giappone a Kioto (!) caricata su altro volo e mi verrá restituita, e, ci spiegano, è un vero miracolo che sia arrivata alla giusta destinazione; per quanto riguarda la valigia piena di CD, è stata considerata merce non dichiarata/di contrabbando, per la quale, in poche parole, per rientrarne in possesso abbiamo dovuto pagare un “riscatto in USdollar cash” (di fatto una tangente).

Bartoli_Serafinian_3Per il resto la tournee è stata un successo, vita da star, caratterizzata da momenti esilaranti, situazioni diverse, tanta musica e ritmo, gag, città e paesaggi visitati pazzeschi.

Il 2 dicembre ritorno a Malpensa stavolta con tutti i bagagli al seguito, i tanti volti incrociati, le belle persone conosciute e le intense emozioni da ricordare.

 

Ogni settimana una nuova “storia di valigie”!

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Valigetta nera

Angiola_Tremonti

di Angiola Tremonti

…Istanbul. Direzione Atatùrk Airport.
Ultima tappa del mio viaggio alla ricerca…
…mi estraneo dal contesto caotico della città più fantastica del mondo per pensare a questo.
Ritorno.
Cosa cercavo col mio viaggio?
Me stessa?
La pace?
La serenità?
La vendetta?
O qualcosa d’altro?
Valigia_Angiola_TremontiMentre il tassista si districa nel groviglio di ruote, fumo e lamiere che sembra coprire tutta la città rimango a pensare.
La valigetta nera continuo a tenerla stretta al petto, come fosse un bimbo da allattare.
Mi rassicura. Avrò portato con me quanto mi occorre, camicia da notte sì, spazzolino sì, pillola per dormire sì, un buon libro sì. Una penna per raccontarmi, sì.
Era questo che cercavo abbandonando la mia casa, la mia città, allontanandomi per un po’ dal mio lavoro per tornare in questo splendido, infinito, incantato Paese?
Quasi mai il cercatore conosce in anticipo tutto di ciò̀ che sta cercando. Non faccio eccezione. Cercavo una porta. Una porta per cambiare.
Una porta che si aprisse non su un nuovo mondo – ho smesso da tempo di sognare di contee e di territori fatati abitati da pacifici elfi eterei – ma su un’altra versione del nostro.
Più umana, magari.
Valigia_Angiola_TremontiMeno disastrata.
Meno faticosa.
Non una via di fuga – di fughe ne ho avuto abbastanza, l’ultima quella del mio amato “maritino” con la sua avvenente segretaria tutta tailleur, tacchi e spacchi vertiginosi – ma la soglia da cui muovere un nuovo primo passo.
L’ho trovata.
E, forse, ho trovato molto di più.
Tutto qui, proprio qui nella valigia nera che stringo al petto. Sultanhamet, sulla strada per l’aeroporto…
Ora il taxi giallo sfila agilmente sulle corsie più sgombre, superando i bus verdi e le nere limousine dei servizi privati.
Ripenso a me stessa quando sono arrivata, pochi giorni fa.
Lungo questa stessa strada, nella direzione opposta, sedeva sul taxi lanciato verso la città una donna stanca, spaventata che si stringeva al petto una valigetta nera preziosa più di un diamante. Tante storie di donne vere……. (continua).

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La borsa da viaggio

di Francesco Bovolin

Comperata ad un’asta.

Si, molti anni fa, un’asta di oggetti smarriti delle Ferrovie dello Stato. Ci andammo per caso, per curiosità, ma quando vedemmo quella borsa fu subito scintilla.

Quante idee di fantasia, su quella borsa dallo strano aspetto arazzo/arabesco. Certo era una borsa da viaggio che probabilmente una signora, giovane o meno giovane, aveva perso in treno o in stazione, dimenticata, smarrita. Un romanzo.

E chissà cos’aveva contenuto.

La portammo a casa per qualche migliaio di lire ma, da allora, entrò nella mia fantasia di ragazzo e poi anche di adulto. Ogni volta che leggevo un libro di viaggi lei c’era. Il giro del mondo in ottanta giorni, Assassinio sull’Orient Express, Scompartimento n.6, I pirati della Malesia, La grande rapina al treno, Titanic, persino Dracula, in ogni libro, quando il romanzo si ambientava in uno scompartimento di un treno o nella cabina di una nave, la mia fantasia non mancava mai di inserirla tra i bagagli della scena.

Eccola qui:Bovolin_borsa_viaggio

Forse non avrà fatto tanta strada, forse avrà fatto due volte la Verona-Roma sui vecchi “rapidi”. Avrà visto Venezia? Avrà sentito l’odore delle locomotive? Non ha importanza. Con me ha viaggiato in tutto il mondo.

Ora la conservo, bene, tra i miei oggetti più cari.

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