RITORNO AL FUTURO

FotoNockerSoraya

di Rudolf Nocker

Questa storia parla di Rudolf e Soraya. Rudolf guida escursionistica e maestro di sci della Val Gardena e Soraya una cavallina Quarter-Araba-Trotter di 10 anni. Da anni sognavo di farmi un giro a cavallo. La cosa buffa era che non avevo ancora il cavallo, o meglio, 20 anni fa ne avevo due. Alla nascita dei miei figli ho deciso di venderli.

La passione per i cavalli mi è rimasta. Mi lasciavo trasportare dalla lettura dei libri e film su viandanti a cavallo e sognavo ad occhi aperti di vivere anch’io una simile esperienza. Ho raccontato ad un amico, gestore di un maneggio in Val Gardena, delle mie gite a cavallo.

Lui non ha esitato un attimo a farmi vedere una cavallina. Nessuno la voleva poiché era stata urtata al garretto posteriore destro da un’auto. L’ho vista, l’ho provata, ed è stata mia. Lei è Soraya. Carattere buono, voglia di andare, priva di vizi. A tratti leggermente agitata a causa di precedenti esperienze. Per tutta l’estate ci siamo avventurati su per i monti, forcelle, sentieri esposti, vecchie mulattiere. Era rinato in me il sogno di allora: viaggiare col cavallo. Passò l’estate, l’autunno, l’inverno, allenandoci e conoscendoci sempre meglio, costruendo una fiducia reciproca, fondamentale per affrontare un viaggio. Ormai eravamo pronti, ma dove andare? Così pensando al viaggio da organizzare e confidandomi con alcuni amici, sono venuto a conoscenza che proprio nel 2014 ricorreva il 5° anno della Fondazione DOLOMITI UNESCO. Questo ha fatto si che ho elaborato un progetto per rendere onore a questo patrimonio. Ho chiamato questo progetto RITORNO AL FURURO. Desideravo visitare e collegare tutti i 9 comprensori delle DOLOMITI UNESCO. Calcolando il tempo di percorrenza e i km mi sono reso subito conto che l’impresa non era cosa da poco. Ma l’entusiasmo era talmente grande che non mi son lasciato turbare più di tanto. Ma poi cosa scegliere per mettere nelle mie “valigie” (>bisacce)? Ho avuto grande difficoltà a scegliere vestiti, scarpe, mangiare, dormire, kit di pronto soccorso, tutto il necessario per il cavallo ect. 734 km in 37 giorni toccando varie sedi dei parchi naturali delle DOLOMITI UNESCO dove venivano organizzati incontri con autorità, scolaresche, responsabili del turismo nonché tutti quelli che volessero partecipare a scambi di idee sulla salvaguardia delle DOLOMITI UNESCO.

Foto_Nocker_SorayaVolevo conoscere innanzitutto questi bei posti, per capire meglio il mio passato, ovvero la storia, cultura ed arte della gente montanara. Mi incuriosiva come si vive tutt’oggi su queste montagne così belle, affascinanti, posti unici e allo stesso tempo così difficili e piene di sofferenza con tradizioni popolari all’insegna della lentezza e della semplicità. Il viaggio vuole anche essere un’occasione per vivere e sperimentare le DOLOMITI UNESCO attraverso la più antica e sostenibile forma di mobilità, quella del cammino a piedi in compagnia di un fidato amico: il cavallo. Abbiamo iniziato il viaggio dal Brenta per poi passare al Bletterbach, al Latemar-Catenaccio-Sciliar, alle Puez-Odle, al Fanes-Senes-Braies-Tre Cime, alle Dolimiti Friulane e le Dolomiti Bellunesi, alle Pale di S.Martino, alla Marmolada, al mt. Pelmo-Croda da Lago per finire a Cortina.

Vi racconto come è stato il primo giorno anche per darvi un’idea dell’avventura … Ero a dir poco un po’emozionato, anche perché non conoscevo quello a cui andavamo incontro. Avevo portato troppe “valigie”. Va detto che non avevo mai fatto un viaggio così lungo col cavallo. L’idea era quella di partire con il necessario per Soraya e per me, senza fare rifornimenti oltre che per il nostro mangiare. Mettere tutto nelle mie “valige”, due bisacce, come faro mai? Siamo partiti alla volta di Strembo, sede del Parco Naturale Adamello- Brenta dove siamo stati accolti cordialmente dagli amministratori.  Riprendiamo subito la nostra avventura verso Bucenago per poi salire verso la malga Plan. Passiamo un pendio molto ripido entrando nel bosco e subito non riusciamo più a continuare per gli alberi abbattuti. Decidiamo di ritornare fino alla malga Plan. Al ritorno dovevamo passare un „ponte“ costruito con 3 tronchi messi vicini con una „siepe“. Soraya scivola, mi travolge, urtiamo la siepe e cadiamo nei cespugli, ci rialziamo e grazie a DIO non ci è successo niente oltre qualche graffio per Soraya nonché una botta alle costole per me.

Tutto questo dopo sole due ore di marcia. Ero molto turbato anche perché avevamo ancora 700 km e 36 giorni davanti a noi con passaggi altretanto difficili.

Comunque col senno del poi è stato di grande lezione per tutto il viaggio anche perché sono stato molto più guardingo. Una volta arrivati alla malga Movlina, veniamo accolti da Lorenzo, che gestisce con Alessandro l’alpeggio con mucche, capre, ed altri animali. Mangiamo i loro prodotti caserecci e vino a volontà …

Non voglio continuare, ma pensando al lungo tragitto che abbiamo ancora da fare, ci tocca a malincuore salutare e ripartire.

Arriviamo sul passo d’Agola poi al lago d’Agola, poi risaliamo verso la Bassa Valfrasinella. Prima di arrivarci dobbiamo attraversare un’altro ponte strettissimo. Passiamo il ponte indenni e risaliamo la montagna per arrivare al rif. Graffer. Nel fratempo è diventato buio e io sono al limite delle mie forze, anche Soraya patisce la giornata difficile, d’altronde siamo in viaggio dalle 6 di mattina e adesso sono le 22 …

Veniamo accolti da Luis gestore insieme a Roberto Manni – nota guida di spedizioni Himalyane e non solo. Ci coccolano con delle pietanze squisitissime. Non reggiamo a lungo.

Doccia e poi a letto, domani ci sara una nuova avventura …

Ogni settimana una nuova “storia di valigie”!

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Un’azione nella cornice della mostra temporanea “Borse, trolley e valigie – Viaggio nella storia dei bagagli” (2021)

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