La Valigia Rosa (breve storia a lieto fine)

di Laura Innocenti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Era il mese di giugno 2019, e sono partita da Bolzano con il treno per Schiavonea, piccola frazione della Costa Ionica calabra, 1113 km, 13 ore di viaggio.

Avevo affittato per un mese un appartamento vista mare per me, i miei due figli e il nostro cane Roy.

Axel, il primogenito sarebbe partito dopo dieci giorni per raggiungere gli amici in Puglia, invece io e Dylan ci saremmo fermati tutto il mese. Visto che l´idea di far viaggiare Roy in una stiva d´aereo non mi sarebbe mai passata per l´anticamera del cervello, ho deciso che il viaggio l´avremmo fatto in treno! Per viaggiare più leggeri la scelta migliore sarebbe stata quella di spedire una grossa valigia per posta.

Una volta arrivati al paese, ho scoperto che la mia valigia non è mai arrivata! Pertanto ci siamo ritrovati veramente con quattro straccetti. Abbiamo comprato un costume a testa, un asciugamano e abbiamo proseguito la vacanza nella speranza di riuscire a recuperare il bagaglio, prima o poi. Sarebbe stata la vacanza più “minimal” di sempre.

Nonostante le mille chiamate alla posta e ai vari corrieri, che pareva avessero preso in carico il pacco, le ultime tracce della valigia si perdevano a Roma.

La sera dell´arrivo in Calabria abbiamo fatto conoscenza con Daphne, o quantomeno così la chiamavano gli abitanti del paese… una cagnolina tipo Amstaff (un pittbull un po’ più grosso) abbandonata per strada.

Lei ci aspettava sempre e dopo qualche giorno, ho ceduto miseramente al suo fascino e l´ho fatta salire in casa. Inutile, lei mi ha scelta e ho deciso di fare “il salto”, ossia portarla via con me.

Nel giro di poco la vacanza è terminata e della mia valigia nemmeno l’ombra. Siamo ripartiti con poche cose …e due cani. Con Dylan abbiamo poi deciso di fare una tappa a Roma per spezzare il lungo viaggio.

Giunta a Bolzano mi sono recata in posta e grazie alle conoscenze di un’impiegata ed un’accurata descrizione della mia valigia rosa, si è scoperto che era ferma nel magazzino di Salerno, tra i pacchi anonimi. Ebbene si era perso il cartello con mittente e destinatario. Dopo un paio di giorni, rieccola a casa, dove dovrebbe stare.

Morale:

Io credo, e ne sono fermamente convinta, che nulla capiti per caso… che quella valigia non sia mai arrivata proprio per lasciarmi libera una mano, una mano per un guinzaglio in più!
Quella calda estate ha voluto che le cose che non avevo con me lasciassero spazio a qualcosa di più profondo e che mi riempirà il cuore per sempre.

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