La mia valigia bordeaux

di Rosina Darù

valigia_bordeauxLa mia valigia, rossa bordeaux, come tante altre valigie, svela ricordi lontani, fantasie, sogni, emozioni e soprattutto riflessioni a distanza di tempo. Erano gli anni 80 e mi venne l’idea di partire con una cara amica romana (che ora purtroppo non c’è più) per un´avventura, un viaggio a Parigi, la città dell’arte per eccellenza. Quando l’idea iniziò a concretizzarsi, ci vollero pochi giorni per decidere insieme i tempi, le modalità del viaggio e come riempire velocemente la mia valigia. Per me era la prima volta …un viaggio importante… lei aveva invece già visitato diversi paesi lontani. Parigi è ormai distante dalla mia memoria, ma è rimasta nel mio cuore e penso che abbia giocato un ruolo positivo come esperienza di vita.

Un anno dopo era la volta di Vienna, stessa valigia bordeaux, stessa amica per… altra avventura, altro bel ricordo.

Poi però la valigia è stata sostituita dallo zaino, anche di colore rosso, per esplorare cime e creste montane prima considerate irraggiungibili. Quanta bellezza paradisiaca, in grado di farmi dimenticare la fatica del tragitto.

Ancora sento la morbidezza del plaid che mi calmava i brividi di quella fredda sera, nel rifugio Similaun, a 3000 m. All’indomani saremmo partiti per la vetta.
Eravamo in diversi amici lassù, un gruppo molto eterogeneo, ma ben affiatato.

Raggiunta la cima, il giorno dopo, provammo un´immensa felicità. Io e mio marito non dimenticheremo mai quella bellissima e straordinaria esperienza!!!

Ma ora torniamo di nuovo alla valigia (sì, proprio quella bordeaux!). Da “valigia del diletto” è diventata “valigia della scuola” o “valigia d´ordinanza”: avete presente quelle preparate sempre all’ultimo momento, la sera prima della partenza?

Le destinazioni, tutto sommato, sono sempre state invitanti: Roma, Sicilia, Toscana, Umbria, Spagna, Croazia…e anche Russia. Ma le gite con più scolaresche comportavano sempre un grosso impegno …prima, durante e dopo la gita stessa.

Rosina_DaruQuanta gioia, però, su quei freschi e giovani volti. Alla fine, se ci penso, era un´ottima occasione per avvicinare il mondo degli insegnanti a quello degli studenti, accorciare le distanze con una, per così dire, complicità del momento.

La mia cara vecchia accompagnatrice bordeaux non ha cessato di accompagnarmi neppure ai frequenti appuntamenti con i miei genitori, nel mio paesello d´origine, dove ritrovavo anche la Natura, elemento che ha contribuito a far di me quel che sono.

Ora però quella valigia non è più con me. È passata ad una ragazza romena che ho adottato a distanza per diversi anni. Un giorno è venuta a trovarmi e ho ritenuto giusto che la mia valigia, piena zeppa di vestiti e di cose utili, partisse con lei. Chissà …forse un giorno anche quella ragazza potrà ricordare e scrivere la sua storia con protagonista la stessa intramontabile valigia bordeaux.

Ogni settimana una nuova “storia di valigie”!

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Un’azione nella cornice della mostra temporanea “Borse, trolley e valigie – Viaggio nella storia dei bagagli” (2021)

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