Fare la valigia… prima di Internet e prima dell’Unione Europea

di Alberto Stenico

Ogni partenza è sempre un misto di gioia, ma anche di timori. Dentro di te c’è una forza che ti sospinge a voler scoprire il nuovo e a staccarti dalla realtà quotidiana, dall’altra un sottile filo di paura per l’ignoto e l’imprevisto.  Facendo la mia valigia io sono sempre stato preso intensamente questi due sentimenti e li ho trasformati in oggetti-simbolo di sicurezza da riporre con una certa logica nella valigia.

Prima di tutto, lo strumento per potermi orientare nel luogo di destinazione: la guida di viaggio e naturalmente quelle del Touring Club Italiano. Rosse o verdi, ben rilegate in cartone plastificato, fettucce di seta come segnalibri, come il breviario dei preti. Dettagliate nelle descrizioni, ma concentrate sul patrimonio del passato e poco o nulla sulla realtà contemporanea dei luoghi. La guida era stata sfogliata molte volte prima di decidere la partenza per il nuovo viaggio e prendeva il suo bel posto in valigia.

La curiosità ed il timore convivevano anche sul tema delle lingue straniere: capirò cosa c’è scritto e cosa mi dicono, saprò interloquire? Ecco quindi per i viaggi all’estero, i mini vocabolari dall’Italiano, al……..e viceversa, da portare con sé, anche se venivano poi scarsamente utilizzati in quanto non adatti a conversazioni rapide, ma anche perché non c’è quasi nessun posto al mondo dove non si trovi qualche italiano emigrato o discendente da famiglia italiana che per caso fa il cameriere o lavora in un hotel.

Sì, bello partire, ma se mi ammalo? Ah ecco che in valigia non può mancare, oltre la borsetta dei medicinali di emergenza, anche la dichiarazione della Cassa Malati, con la reciprocità nei casi di assistenza con il Paese visitato.

Viaggiando in macchina è obbligatorio ovviamente il “Foglio Verde” che estende l’assicurazione italiana anche all’estero. Senza di questo a Brennero ti fermano e torni a casa.

Passaporti e visti ben conservati perché di importanza vitale per ogni viaggiatore. La carta di identità non è sufficiente. E coi soldi come facciamo? Le carte di credito sono ancora poco diffuse e non vengono accettate dovunque; sono ancora un oggetto un po’ esotico. Quindi denaro contante distribuito sapientemente tra gli effetti personali in valigia e portato sul corpo nelle forme nei modi che ognuno può sbizzarrirsi ad immaginare.

Si, ma quale tipo di valuta? Meglio Dollari? Meglio Marchi? Ma se passiamo per l’Austria non è meglio avere anche un po’ di Scellini? Risultato di ogni ritorno dal viaggio sono quantità straordinarie di monetine, inservibili, ma conservate in casa come testimoni tintinnati di lungo viaggio fatto.

Oddio, e per telefonare? Non dimenticare a casa l’agendina con tutti i numeri telefonici importanti, prefissi locali ed internazionali e poi soprattutto, come si telefona dall’estero? I gettoni, le monete, i pulsanti da premere. Quante monete sprecate per la nostra imperizia di neofiti del nuovo Paese visitato! Non dimentichiamo, mi raccomando il Walkman con un po’ di cassette con le musiche preferite e la macchina fotografica con un po’ di rullini e la sveglia da viaggio.

Davanti alla valigia aperta sul letto, la domanda finale è poi sempre quella: farà caldo, farà freddo, pioverà dobbiamo anche avere qualcosa di elegante perché…non si sa mai!

Ecco la valigia è ormai quasi piena di oggetti utili, ma collocati nell’era dell’archeologia del Turismo.

Molte delle funzioni di quegli oggetti sono rese inutili dalla unificazione europea, la moneta unica e dal conseguente superamento di molti confini, ma soprattutto stanno ora incredibilmente dentro il nostro Smartphone. Li dentro c’è il denaro, la guida, l’elenco telefonico, le previsioni del tempo, la macchina fotografica, la sveglia, la musica. Tutto nel telefonino, ma adesso sì deve dire: in viaggio, chi dimentica o smarrisce il telefonino è perduto!

Gioie e dolori del progresso tecnologico!

Ogni settimana una nuova “storia di valigie”!

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Un’azione nella cornice della mostra temporanea “Borse, trolley e valigie – Viaggio nella storia dei bagagli” (2021-2022)

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