Un viaggio raccontato dal punto di vista della mia valigia

di Sophia Nägele

Nägele_valigiaC’erano un tuono e un lampo, pensavo che stessimo per precipitare. Ho sentito la confusione delle voci umane. Poi è diventato tutto tranquillo, probabilmente eravamo atterrati. Il cancello si aprì e una luce splendeva verso di noi. Io e molte altre valigie siamo state gettate su un rimorchio, in modo non molto gentile. Un po’ più tardi, abbiamo attraversato un nastro trasportatore e ho sperato davvero di essere ritrovata dai miei proprietari. Fortunatamente, tutto andò bene e mi portarono a una macchina che ci accompagnò al nostro hotel.

Come al solito, sono stata disfatta e messa in un angolo. Essendo vicina alla finestra, potevo vedere il mare e le tante persone sulla spiaggia. L’hotel aveva anche una piscina, con un bar. Sono rimasta lì per tutta la vacanza a guardare la gente e la natura. Vedevo il tramonto ogni giorno, e quando la finestra era aperta, riuscivo a sentire quello che la gente diceva. Ma la cosa più bella era sentire il rumore delle onde. Specialmente di notte, quando tutti dormivano, si sentivano meglio.

A volte ho parlato anche con le altre valigie che erano nelle stanze d’albergo. O quando vedevo una valigia passare dalla finestra, la salutavo sempre. Non si sa mai dove ci si incontrerà di nuovo! E ’stata una vacanza tranquilla, ma anche molto bella. Alla fine, ero contenta che fossimo tornati a casa bene, e non vedevo l’ora di fare il prossimo viaggio.

Ogni settimana una nuova “storia di valigie”!

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Un’azione nella cornice della mostra temporanea “Borse, trolley e valigie – Viaggio nella storia dei bagagli” (2021-2022)

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