La borsa da viaggio

di Francesco Bovolin

Comperata ad un’asta.

Si, molti anni fa, un’asta di oggetti smarriti delle Ferrovie dello Stato. Ci andammo per caso, per curiosità, ma quando vedemmo quella borsa fu subito scintilla.

Quante idee di fantasia, su quella borsa dallo strano aspetto arazzo/arabesco. Certo era una borsa da viaggio che probabilmente una signora, giovane o meno giovane, aveva perso in treno o in stazione, dimenticata, smarrita. Un romanzo.

E chissà cos’aveva contenuto.

La portammo a casa per qualche migliaio di lire ma, da allora, entrò nella mia fantasia di ragazzo e poi anche di adulto. Ogni volta che leggevo un libro di viaggi lei c’era. Il giro del mondo in ottanta giorni, Assassinio sull’Orient Express, Scompartimento n.6, I pirati della Malesia, La grande rapina al treno, Titanic, persino Dracula, in ogni libro, quando il romanzo si ambientava in uno scompartimento di un treno o nella cabina di una nave, la mia fantasia non mancava mai di inserirla tra i bagagli della scena.

Eccola qui:Bovolin_borsa_viaggio

Forse non avrà fatto tanta strada, forse avrà fatto due volte la Verona-Roma sui vecchi “rapidi”. Avrà visto Venezia? Avrà sentito l’odore delle locomotive? Non ha importanza. Con me ha viaggiato in tutto il mondo.

Ora la conservo, bene, tra i miei oggetti più cari.

Ogni settimana una nuova “storia di valigie”!

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Un’azione nella cornice della mostra temporanea “Borse, trolley e valigie – Viaggio nella storia dei bagagli” (2021-2022)

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